domenica 26 maggio 2013
Comizio di Cittadini Attivi per Palazzolo - 25 maggio 2013
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giovedì 23 maggio 2013
mercoledì 22 maggio 2013
Risposta di Fabio Fancello alla lettera aperta dell'ex presidente della Consulta Giovanile
Curioso come da un discorso di neanche 5 minuti si voglia
fare necessariamente un processo alla punteggiatura e ai termini, estrapolandone
un paio di frasi. Mi auguro si tratti di un’incomprensione e non di una
strumentalizzazione voluta.
Il progetto a cui ho aderito ha in programma,
contrariamente a quanto qualcuno sostiene , un’ulteriore valorizzazione della
Consulta per le Politiche Giovanili, che è nata nel 2006, tra l’altro, su
suggerimento del sottoscritto e del gruppo politico dei DS, presente nel
Consiglio.
Lungi da me, quindi, l’intenzione di disprezzare quest’Organo,
a cui credo di aver dato parecchio, almeno nei primi anni dalla sua costituzione,
senza aver mai ricoperto alcun ruolo istituzionale in essa, a differenza di
altri che preferirono assumere un basso profilo.
A seguito delle dimissioni del Presidente pro-tempore, fui
tentato di candidarmi alla presidenza, con la volontà di proseguire un percorso
cominciato nei due anni precedenti e l’intenzione di non disperdere quanto
faticosamente, tutti insieme, eravamo riusciti a costruire.
All'epoca l’attuale sindaco chiese al Presidente uscente
della Consulta di posticipare le sue dimissioni, per questioni ”regolamentari”.
Desta ancora oggi perplessità l’improvviso interesse di una Amministrazione che
negli anni precedenti non aveva mai espresso un sostegno, ritenendo l’Organismo
incontrollabile e quindi da limitare. Va ricordato che grazie ai gruppi di
opposizione, all'origine, il Consiglio deliberò per le politiche giovanili 13000 euro. Assegnazione subita dalla Amministrazione e dalla sua ex maggioranza
consiliare.
L’invasione di campo dell'Amministrazione, come sai, determinò le mie
dimissioni.
Contribuii, in ogni caso, a risolvere quel “problema regolamentare”
che aveva impedito l’immediato cambio del Presidente, respingendo i
suggerimenti, provenienti dall'alto, di sciogliere addirittura l’Assemblea dei
rappresentanti con l’intento, interessato, di ripartire da zero. Fu eletto il
Presidente sottacendo e dimenticando “il problema regolamentare”. Poi in una
seduta del nuovo Consiglio Comunale, lo statuto originario fu stravolto dal
Consiglio stesso, apportando modifiche rilevanti, snaturando la sua “idea”
originaria e fondante. Quell'idea che aveva fatto sì che alcuni progetti
risultavano realizzati da gruppi politici, sociali ed associativi
tradizionalmente antagonisti. Messe da parte le appartenenze, ogni gruppo
rappresentato si era messo nelle condizioni di
realizzare proprie idee, grazie ad esperienze diverse.
Per chiarimento dovuto a chi legge la Tua, la “idea” originaria
si basava sui gruppi politici, parrocchiali, associativi e sulle scuole, consentendo
al singolo giovane non organizzato di partecipare e “a dare il proprio
contributo all’attività svolta dalla Consulta (art. 4 punto e, vecchio Statuto)”.
“Il singolo partecipa senza diritto di voto a meno che non venga delegato quale
loro rappresentante da almeno 10 giovani residenti nel Comune e non facenti
parte di altri organismi (art. 4 vecchi statuto)”. Da lì scaturiva il diritto
di voto. Il vecchio Statuto realizzava un’Assemblea certa numericamente, un
elenco certo e duraturo negli anni, non suscettibile a colpi di mano, non
influenzabile da questo o quel singolo o gruppi non organizzati. Si riconosceva
ai singoli di entrare a far parte della assemblea non appena raggiunti i
requisiti previsti dallo Statuto. L’intento era quello di un regolare governo
dell’Organismo giovanile.
Il nuovo Statuto,
approvato dal consiglio Comunale uscente, recita all’art. 4 punto e) che “ogni
giovane interessato a titolo personale può dare il proprio contributo all’attività svolta
dalla Consulta”, confermando, sostanzialmente, quanto si legge nel vecchio
Statuto, allontanandosi, purtroppo, dalla “idea” di quest’ultimo, “stravolgendolo”
con una semplice frase, riportata nel penultimo comma dell’art. 4 stesso: “il singolo, di cui al punto e), partecipa
senza diritto di voto facendo richiesta di ammissione come previsto… con
domanda specifica (allegato A) e acquisisce diritto di voto dopo tre mesi di
partecipazione continuativa alle
attività dopo la sua ammissione alla Consulta”.
Nel nuovo Statuto
viene chiesto ai partiti, alle associazioni, alle scuole di allegare il proprio
statuto alla domanda di ammissione; al singolo non viene chiesto nulla!
Allo stesso viene dato
un “volume” di voto enorme rispetto ai delegati dei citati gruppi,
rappresentanti una moltitudine di soggetti. L’idea, questa diabolica e di
interesse politico, è stata quella di far fuori, o quantomeno ridimensionare, i
soggetti promotori della Consulta stessa e di non consentire il costituirsi di
un Organismo unitario capace di progettare e realizzare in piena autonomia.
Bastano, tra l’altro, solo
tre mesi perché chiunque possa acquisire diritto al voto e modificare, in
itinere, l’elenco dei soggetti abilitati al voto. Poco importa se le modifiche
sono state apportate su suggerimento della Consulta stessa, di fatto si è
realizzato quanto da me esposto: interessi privati buttati in mezzo. Interessi
di parte del Consiglio e dell’Amministrazione nell'avere più presenza in un Organismo che dava fastidio.
Nulla di personale nei
Tuoi confronti, la Tua reazione poteva essere evitata con un semplice dialogo tra
noi, che non è mai mancato, tra l’altro.
Approfittando, tuttavia
della Tua, a scanso di equivoci o di malevoli interpretazioni, nel Programma
Amministrativo “Cittadini attivi per Palazzolo” è espressa forte e chiara
volontà di rafforzare la Consulta per le Politiche Giovanili di Palazzolo. In
esso, in merito alla Consulta, tra l’altro, si legge “…la Consulta deve riacquisire la piena autonomia propositiva e
decisionale nell'ambito dell’indirizzo generale comunale. Deve adottare proprie
delibere per iniziative nell'interesse generale dei tutti giovani palazzolesi nell'ambito dell’indirizzo amministrativo e, soprattutto, secondo le forme e i
vincoli statutari. Regolari convocazioni, validità delle sedute, maggioranze,
ecc.
Si implementerà il capitolo di bilancio riportandolo ai livelli del
primo anno di vita e si pretenderà, analizzato il programma proposto, solamente
una adeguata rendicontazione delle somme stanziate. Le Associazioni, i partiti,
le parrocchie, le scuole e i gruppi che si costituiranno devono riacquisire la
visibilità concessa loro dalla statuto originario.”
Ritornando al mio intervento di sabato scorso, il
riferimento alla Consulta è stato un passaggio, di una o due frasi appena, necessario
ed obbligato, in quanto parte integrante del mio percorso politico, nonché di
un discorso più ampio, in cui ho parlato di progetti dignitosi, accompagnati da
“ombre” circa interessi privati, intendendo per tali, ripeto, quelli
attribuibili all'operato “politico” dell’Amministrazione e della maggioranza
uscenti, ampiamente su descritto.
Concludo ritenendo chiusa la vicenda, disponibile sempre ad
un dialogo diretto e a non altro, dati i tempi.
Fabio Fancello
domenica 19 maggio 2013
Presentazione della lista di Cittadini Attivi per Palazzolo - 18 maggio 2013
sabato 18 maggio 2013
lunedì 13 maggio 2013
Palazzolo, Bongiovanni incassa il sì di Megafono - Giornale di Sicilia del 12 maggio 2013
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